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10 CURIOSITÀ SU FELTRO E LANA CARDATA

Dubbi? Domande? Ecco le mie risposte ai vostri quesiti su feltro e lana cardata.

10 CURIOSITÀ SU FELTRO E LANA CARDATA

Grazie per aver guardato il mio video su “Storie Creative” dove vi parlo della mia storia e il mio grande amore per la lana cardata. Ecco qui le risposte alle vostre domande raccolte sui social di Abilmente con le vostre curiosità su feltro e lana cardata.

1. Pensi sia il caso di comprare solo lana italiana, oppure solo qualche tipo, eventualmente quale?

Penso sia il caso anzitutto di comprare lana certificata che ci dica che la tosatura è avvenuta con una tecnica non aggressiva per la pecora e certifichi la filiera. In Italia esistono sia venditori di lana certificata che produttori di lane locali. Un buon inizio è la consapevolezza di ciò che stiamo acquistando.

2. A proposito della filiera della lana, Perché viene buttata tutta? è considerata rifiuto?

Sì la lana viene buttata via perché non esiste più la filiera economica, ovvero la catena che unisce chi la raccoglie, la lavora e chi la trasforma. Sul mercato italiano ci son sempre meno abiti e accessori di lana e molte case di moda la acquistano all’estero. La pecora però deve essere necessariamente tosata per questioni di salute quindi, i pastori, devono effettuare la tosatura del gregge ma mancando gli altri anelli della catena, la devono buttare. Per smaltirla però devono pagare perché, la lana viene considerata un rifiuto speciale.

3. Tu come fai a "salvare" la lana cardata?

Io “salvo” la lana perché ho deciso di essere un anello di quella catena che ricostruisce la filiera. La compro, la trasformo e vendo ciò che creo quindi, creo un’economia circolare intorno alla lana.

4. Riesci ad approvvigionarti di lana campana, o devi appoggiarti a dei rivenditori non di zona?

Non riesco perché molti produttori campani non producono lana adatta alla feltratura. La lana delle loro pecore è molto grezza e non va bene per i tipi di lavori che faccio. Scelgo comunque lana italiana da produttori italiani e dove non riesco, scelgo sempre lana certificata.

5. Se non si ha il feltro, può essere sostituito con qualcos’altro? Se sì, cosa?

Qui dobbiamo fare un passo indietro. Il feltro è il materiale che vien fuori lavorando la lana cardata quindi è il prodotto finito non la materia prima. Il feltro di lana non va confuso con il pannello di feltro industriale o pannolenci che sono altri materiali e vanno usati con il cucito o la colla.

6. Maglioni infeltriti, qualche idea per riutilizzarli?

Io con i maglioni infeltriti ci realizzo i vestiti per le mie bambole da collezione. Si possono realizzare dei cuscini e sopra andarci a lavorare con l’ago per creare un piccolo dipinto di feltro pittorico. Si potrebbero realizzare delle borsine riscalda mani da riempire con i semi di ciliegia o paglia oppure realizzare delle piccole ciotoline svuota tasche, modellate con acqua e sapone …che dite…preparo un tutorial?

7. Fai anche delle opere a tema ambientale?

Quando posso, creo opere con lo scopo di sensibilizzare su alcuni argomenti. Ho creato dei bassorilievi che ritraevano i koala durante il disastro ambientale Australiano per sensibilizzare le persone su questo argomento. Ho creato opere che ritraevano il mio Vesuvio per parlare del sistema vulcanico. Un’opera che ho nel cuore la realizzai per una mostra di fiber art sulla sostenibilità, ritrae 2 elefanti per parlare del commercio illegale delle loro zanne per ricavare l’avorio.

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8. Hai mai pensato di sviluppare il tuo lavoro col feltro per diffondere cultura ambientale?

Il mio scopo è proprio questo! Ho creato il mio brand per unire arte, ambiente ed economia. Utilizzo la lana cardata come medium artistico per parlare di temi ambientali. Parlare di tipi di lane e pecore, sostenere produttori locali, della possibilità di tingere la lana con le piante, della scelta di materiali certificati, della realizzazione di oggetti di artigianato sostenibile. Questi sono alcuni dei temi principali del mio lavoro.

9. Hai mai fatto opere "astratte" o tutti i tuoi soggetti sono fantasy?

Mi piace confrontarmi con gli artisti veri quindi partecipo spesso a mostre e concorsi dedicati alla fiber art. In quei contesti, l’arte diventa molto concettuale, quindi astratta. Io faccio fatica ad esprimermi con l’astrattismo perché sono una a cui piace raccontare per immagini ma ci provo, lo faccio, ma solo in questi contesti. Diciamo che è il mio personalissimo percorso di studi che mi permette di trovare nuovi scenari creativi.

10. Usi solo la cardatura a secco o usi anche la "tecnica millenaria" con acqua e sapone?

Un tempo si diceva “sono una sarta finita”. Ecco io mi considero una feltraia finita nel senso che lavoro sia a secco che ad umido. Nel 2008 ho iniziato con il feltro ad acqua, imparando tutte le varie tecniche: bidimensionale, nunofeltro, shibori, feltro tridimensionale ma da quando ho iniziato ad usare l’ago per agugliare nel 2012, è stato amore a primo punzecchio.

 

Hai altre domande che vorresti farmi sul mondo del feltro o della lana cardata?
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